TB-Storia

TB-eventi

TB-vedere

TB-Fare

TB-ospitalita

TB-associazioni

  • Home page
  • Vedi Villanova
  • Il Santuario di Santa Lucia

Il Santuario di Santa Lucia

La statua

Mons. Castruccio nel 1590 ripete in sostanza gli stessi consigli dello Scarampi, suggerisce di costruire una volta ben fatta sopra all'altare centrale e di eliminare gli altri altari "fatti sproporzionalmente e mal ordinati".
Poi, scrive: "Procurino i massari di far portare quanto prima l'immagine di marmo della Santa qual è a Savona".
E nel 1593 torna sull'argomento con un tono decisamente perentorio che non lascia dubbi sull'interpretazione delle sue parole: 'Faccino ridurre l'immagine di S. Lucia di pietra qual resta alla strada di Savona fra tre mesi alla cappella, altrimenti dichiariamo essa cappella interdetta, che non vi si possa più celebrare sino che sarà ridutta".
La minaccia è grave, ma soprattutto sembra sproporzionata al fatto.
Chiudere al culto dei fedeli il santuario per la mancanza di una statua può sembrare francamente eccessivo.
La motivazione di questa rigida intransigenza potrebbe essere ricercata nella necessità riscontrata dal vescovo di sostituire la statua lignea che nelle fattezze poteva apparire "pagana" con un'altra di marmo bianco, dal capo velato e dall'espressione mistica.
Insomma una statua che fosse più rispondente ai canoni della spiritualità cattolica. E' probabilmente la stessa che noi possiamo vedere ancora adesso nel Santuario.
Una statua dunque di probabile provenienza savonese e realizzata quindi da scultori lombardi che da tempo lavoravano nella zona ligure.
Un'ipotesi questa confermata dai lineamenti del volto che sembrano riconducibili alla scuola lombarda.

Gli ampliamenti

L'edificio bianco a 4 piani visibile ai nostri giorni, alla fine del 1500 non esisteva ancora e possiamo ragionevolmente pensare che sia stato costruito nel corso del 1600.
Un'opera sicuramente impressionante se si pensa alla povertà di mezzi di cui potevano disporre le persone del tempo e alle difficoltà tecniche che si dovettero superare per costruire il santuario in una posizione così densa di ostacoli.
Un'opera cresciuta lentamente e probabilmente realizzata a più riprese che, comunque, testimonia l'entità ragguardevole delle offerte e delle oblazioni lasciate dai fedeli che si recavano a pregare al santuario, a chiedere Grazie, ad esprimere i loro Voti e a ringraziare la Santa per le guarigioni ottenute.

Il complesso edificio comprendeva alcune camere e due alloggi: uno per il cappellano che vi soggiornava nei mesi estivi quando vi era una maggiore affluenza di fedeli e uno per il custode eremita che vi abitava tutto l'anno.
Le camere erano destinate ad ospitare piccoli gruppi di persone che desideravano frequentare corsi di spiritualità organizzati nel Santuario fin dal 1600.
La massiccia volta muraria che ricopre tutto il presbiterio era stata costruita prima del 1698.
Frattanto il loggiato venne prolungato per consentire la realizzazione di un nuovo ingresso al Santuario dalla parte retrostante.
Questo prolungamento si nota per alcune diversità nella struttura, come la travatura del tetto a capriata a vista e l'apertura verso la valle che non è stata realizzata ad arcate come le altre 4, ma delineata a finestra, grosso modo, "serliana".
Alla conclusione di questi lavori - siamo nel 1768 - venne realizzato il campanile barocco a pianta triangolare con terminazione a cuspide e fu adattata la cappella dell'Addolorata, che, fino alla metà del 700, era stata utilizzata come sacrestia del santuario. La cappella dell'Addolorata venne realizzata in forme barocche con la volta a cupola che sovrasta il tetto di tutto l'edificio. E' illuminata da finestre ovali che danno una buona luminosità all'aula. La parete di sinistra è costituita dalla roccia ed è rivestita di legno. E' stata restaurata e decorata nel 1978. Sul lato destro del Presbiterio si apre un altro piccolo antro (profondo 4 metri e largo 3) protetto da una volta muraria a crociera e con un'absidiola a spicchi dove presumibilmente venne conservato l'originario pilone miracoloso in cotto.
Un altro altarino con la grotta di Lourdes, sopraelevato su un terrazzino chiuso da una cancellata, sorge a metà caverna, in un angolo sulla destra. Questa collocazione risale probabilmente alla fine del 1800 o all'inizio del 1900. Si può dire che voglia richiamare lo speco dell'Immacolata nella grotta di Massabelle.
Anticamente in questo angolo era eretto l'altare dell'Annunciazione.
In fondo al loggiato-vestibolo c'è una camera che serve da sacrestia e da custodia dei "ricordini" devozionali del Santuario. Un tempo era adattata ad Oratorio privato con un altare in legno dorato finemente scolpito in stile barocco.

La grotta

Sulla sinistra della grotta-chiesa si apre una galleria lunga e stretta che penetra nella montagna. Fin dal 1700 sono stati fatti ripetuti tentativi di esplorazione con modesti risultati speleologici.
C'è però un particolare interessante: si trova pressappoco alla stessa altezza della grotta dei Dossi che si apre sul fianco diametralmente opposto del monte ad una distanza in linea d'aria di poco più di 2 km.
Le due grotte sono poste ad altimetrie pressappoco uguali: 650 metri S. Lucia e 626 quella dei Dossi.
La tradizione vuole che queste due grotte siano collegate, ma nessun speleologo è mai riuscito a trovare un passaggio che potesse dimostrare questa ipotesi.
Un'ipotesi indubbiamente suggestiva, suffragata dalla leggenda, costruita su un'ipotetica clamorosa impresa di alcune anatre cui, si dice fosse stato legato un nastro di seta rosa al collo ed immesse nella grotta di S. Lucia.
Bè, com'è come non è, queste anatre sarebbero giunte alla caverna dei Dossi e proseguendo il loro cammino nei tenebrosi meandri ipogei sarebbero sbucate niente meno che al lago di Beinette.
Un racconto assolutamente inverosimile, creato sicuramente dalla fantasia popolare, ma suffragato dalla concreta possibilità che in qualche modo le due grotte villanovesi possano essere comunicanti; una leggenda talmente radicata nella gente che l'esperimento delle anatre viene ancora riferito oggi con assoluta convinzione da parecchi anziani del paese.

Stampa Email

contatti

Dati-del-Comune

News

Iscriviti