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Ex-Confraternita di Santa Croce

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Diversa epoca, diverso stile, per la Confraternita di Santa Croce (1755), la seconda chiesa che affolla quell'angolo di piazza e il piccolo belvedere.

Ottimo esempio di barocco piemontese, è opera del celebre architetto Bernardo Vittone, che nonostante il piccolo "budget" non rinunciò a complessità, invenzione ed effetto. Le sue collaborazioni alle opere di Francesco Gallo offrono la chiave per un percorso barocco attraverso il ricco patrimonio artistico di Mondovi.

Costruita accanto all'ex-parrocchiale con le macerie della Bastita l'ex-Confraternita di Santa Croce è un piccolo gioiello barocco, con la facciata in cotto, le linee curve, la pianta a croce greca, il tamburo ottagonale sovrastante e l'uso scenografico della luce negli interni.

Bernardo Vittone (Torino, 1705-1770)

allievo di Filippo Juvarra, è uno dei più originali e importanti architetti del barocco piemontese con Guarino Guarini e lo stesso Juvarra, rappresentando la sintesi dello stile tardo seicentesco del primo e la luminosa leggerezza del secondo.

Da Torino alle tante zone del Piemonte sabaudo (Nizza compresa) il suo studio dominò il panorama architettonico piemontese fino alla sua morte, con opere originali o interventi.

Scrisse trattati teorici, progettò edifici civili (ospizi, collegi, ospedali, municipi, università), ma è noto soprattutto per le sue chiese a pianta centrale, di grande inventiva e particolare attenzione agli effetti di luce. Come appunto in S. Croce, dagli interni leggeri e luminosi.

Lo stesso posizionamento di Santa Croce, un po' insolito, costretto tra S. Caterina e (all'epoca) la collinetta della fortificazione, è riconducibile alla concezione barocca, secondo cui gli edifici si dovevano adattare agli spazi concessi dai centri di origine medioevale, sfruttandone l'irregolarità per ottenere ulteriore movimento.


Gallo, Vittone e il Barocco a Mondovì

Mondovi ha un prezioso patrimonio barocco, il principale artefice fu l'architetto monregalese Gallo.

Francesco Gallo (1672-1750) fu interprete di un barocco "sabaudo" e misurato, con la predilezione per il cotto; progettò oltre 80 edifici in provincia di Cuneo, principalmente ospedali e chiese; tra opere proprie e interventi, rinnovò radicalmente Mondovi, trasformandola in un importante centro del barocco piemontese e rendendo la una tappa imprescindibile con la cupola ellittica più grande del mondo del vicino Santuario di Vicoforte.

Sulle tracce di Gallo ritroviamo il non meno pervasivo Vittone.

Su disegni del primo, Vittone diresse la realizzazione dell'altare maggiore e del presbiterio in marmo del Duomo di San Donato (progetto del Gallo del 1739, con l'incursione nel rococò della Cappella del Suffragio).
Nel 1755 Vittone risolse, con una complessa cupola ottagonale, l'annosa questione dell'illuminazione della Chiesa dei SS. Pietro e Paolo, dopo l'ampliamento barocco del Gallo.

Ritroviamo le due firme nella ristrutturazione della Reggia di Valcasotto, residenza sabauda (patrimonio Unesco). Infine, Vittone subentrerà al Gallo per completarne l'imponente e costosa Chiesa di S. Filippo (1757) e relativo convento (1769).

Per concludere il percorso barocco, pur esulando dai due architetti, non si può dimenticare la Chiesa' della Missione (1676); al suo interno "il trionfo dell'illusione" nelle straordinarie de
corazioni pittoriche e nella macchina d'altare di Andrea Pozzo.

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