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Villanova e le sue frazioni

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Partendo dal centro, con l'adiacente antico borgo di Villavecchia, le sette frazioni di Villanova si estendono su un territorio che racchiude tipicità e differenze, piccole sorprese e angoli da scoprire: dalla zona collinare di Garavagna e Branzola, confinante con l'area boschiva, a quella pianeggiante e agricola delle frazioni Bongiovanni e Eula che si allunga fino a Madonna del Pasco e San Grato, risalendo regolarmente verso Roracco.

Eula

Frazione al confine con Mondovì, posta su un pianoro a settentrione della strada provinciale per Mondovì, è prevalentemente egreste e caratterizzata dalla presenza di vecchi cascinali.

Al centro della borgata si trova la chiesa di San Luigi e San Venanzio, la cui costruzione risale a un tempo immemorabile, riparata nel 1842 e ristrutturata nel 1960.

Nell'interno si possono ammirare:

  • Le statue di San Lugi e San Venazio;
  • Nel cupolino le figure dei quattro evangelisti opera del pittore Villanovese Giovanni Somà.


Bongiovanni

Frazione posta ai limiti orientali del territorio villanovese, in una zona pianeggiante sulle rive del fiume Ellero.

Un tempo prettamente agreste ha assunto negli ultimi anni, grazie alla sua posizione ai confini con Mondovì, una connotazione prevalentemente residenziale con una cospicua crescita dei nuclei familiari.

San Colombano

Nel centro della borgata si trova la chiesina di San Colombano costruita nel 1776 con direzione dei lavori di Giacomo Pellegrino di Milano.

Nell'interno si possono ammirare:

  • La grande icona raffigurante San Colombano Abate ai piedi di Gesù e Maria;
  • Il quadro di San Colombano trasformato in soldato;
  • Sulla cupola le figure dei quattro evangelisti opera del pittore villanovese Giovanni Somà.

Branzola

Percorrendo la strada provinciale per Pianfei, superato il bivio per le frazioni Dossi e Garavagna, entriamo in Branzola, borgata pittoresca posta sopra un poggio panoramico, ove sorge la chiesa di San Bartolomeo.

La chiesa è stata costruita presumibilmente nel secolo XVII, ampliata nel 1777 e restaurata nel 1988.

Nel suo interno si possono ammirare:

  • Le figure dei quattro evangelisti;
  • Le immagini dei profeti Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele;
  • Le figure di Sant'Agata e San Magno;
  • La gloria della Santissima Trinità, quadro di autore ignoto dell'inizio del 1700;
  • Il quadro di Sant'Antonio Abate dipinto nel 1791 da Joseph Chiantoro;
  • Il grandioso dipinto su tela raffigurante il martirio dell'Apostolo San Bartolomeo.


Roracco

Da Branzola, superato il crocevia antistante la chiesa, si riprende la provinciale verso Pianfei. Dopo 1200 metri, passato anche il campo sportivo, un bivio conduce alla frazione Roracco.

Percorrendo la strada, in leggera salita tra prati e casolari, dopo circa un km si può far tappa alla chiesa di San Giacomo.

Costruita nel 1180 in forma di "Cantina", è stata allungata nel 1600, ricostruita negli anni dal 1770 al 1773, restaurata negli anni dal 1900 al 1903.

Nel suo interno si possono ammirare:

  • Il quadro di San Giacomo e di San Filippo, restaurato dal pittore Giolfo Raffaele;
  • Sulla cupola le figura dei quattro evangelisti.

La Facciata è stata restaurata nel 1993 dal pittore Aurelio Cattò.

Riprendendo la via verso settentrione tra prati, seminativi e zone amene punteggiate di alberi, in poco più di un km si raggiunge il centro della frazione di Roracco, situata su un pianoro, da cui si gode un'ampia veduta: da est, si ammirano la città di Mondovì ed il curioso mosaico delle Langhe, verso nord e verso nord-ovest si erge la catena delle Alpi che offre uno spettacolo panoramico degno di essere ricordato.

Al centro della frazione sorge la chiesa di Sant'Anna costruita tra il 1741 ed il 1745 su disegno dell'Arch. Giuseppe Vigliada di Villanova.

Venne quasi totalmente costruita ed ampliata all'inizio del secolo XX. Nel suo interno si possono ammirare tre quadri:

  • La pala centrale che, dipinta dal pittore Giolfo Raffaele di Genova, rappresenta Sant'Anna che insegna le sacre scritture alla figlia Maria;
  • Le pale laterali, di ignoti, rappresentano quella destra San Giuseppe e quella a sinistra la Santa Vergina del Rosario;
  • Nella capellina a destra entrando è sita la statua, scolpita in legno, di Sant'Aanna.
  • Il soffitto è a "cassettoni", tipo basiliche romane.

Dossi e Garavagna

Perdorrendo la strada provinciale per Pianfei, in direzione Cuneo, sulla sinistra si incontra il bivio per le frazioni Dossi e Garavagna. La via passa ai piedi dei pendii di Monte Calvario ammantati di boschi, che fanno corona alle colture foraggere.

Al secondo km la strada si biforca a sinistra conducendo alla grotta dei Dossi. Scavata nell'interno del massiccio calcareo e situata quasi alla medesima altimetria della grotta di Santa Lucia, si presenta speleologicamente interessante ed è considerata una tra le più belle caverne delle Valli Monregalesi.

La strada principale, lasciate le poche case delle borgate Dossi e poi Paganotti, attraversa alcuni poggetti ricoperti anch'essi di castagni fino ad arrivare a Garavagna (mt. 740), graziosa frazione posta ai limiti occidentali del territorio villanovese. Nel cuore della borgata si trova la chiesina della Madonna delle Grazie, restaurata intorno agli anni 1952 / 63, ma d'origine antica.

Nel suo interno, una lapide ricorda Don Giovanni Donotti, morto in concetto di Santità nel 1797.

Di fianco alla chiesetta inizia una stradina asfaltata tutta in discesa che, fra i boschi di castagni, ci conduce alla borgata Rolando per poi sconfinare al lago di Pianfei.


 

Madonna del Pasco e San Grato

Dal centro si percorre via Roma svoltando a destra per via XX settembre si perviene al crocevia con la strada provinciale ove è situata la cappella di Santa Margherita.

Attraversata la provinciale s'imbocca via del mulino, strada in lieve pendenza, che s'immette sulla strada provinciale per Pogliola. E' questa l'antica via per Madonna del Pasco dove si incontrano i Piloni del Santo Rosario. Costruiti verso il 1900, raffigurano, in pregiati basso-rilievi i 15 Misteri del Santo Rosario. Recentemente restaurati, sono i segni di una fede ancora radicata nella popolazione.
Dopo circa un km e mezzo s'imbocca a destra via Don Mondino che porta sulla piazza principale dove si erge una grandiosa costruzione. E' il Santuario del Pasco che si presenta con le evidenti quattro grandi colonne di stile Corinzio che sorreggono l'architrave ed il frontale triangolare sul cui vertice capeggia la statua della Madonna. 

L'attuale Santuario ebbe origine da un antico grande Pilone quattrocentesco con un bellissimo affresco della Madonna con Bambino che tiene un uccellino in mano nel gesto di ricevere una ciliegia dalla Madonna. Il Pilone ebbe grande devozione popolare e col tempo fu sostituito dapprima con una piccola Cappella ed in seguito dal Santuario.
La costruzione del Santuario, di stile classico, a croce greca, ebbe inizio nel maggio del 1676 e fu costruito dai capomastri Andrea Pozzo da Villanova e Bartolomeo Aprile da Lugano. Gli affreschi e gli stucchi, improntati allo stile barocco, sono della fine XVII. Fu consacrato da mons. Pozzi il 14 agosto del 1895. La facciata primitiva venne costruita nel 1705, l'attuale invece è del 1897 ed è stata ristrutturata nel 1985/86.

Un altro motivo ornamentale della maestosa costruzione è la balaustra che corre tutto intorno alla sommità della facciata. Un bell'atrio a pianta rettangolare, alla cui destra è collacota il busto di Mons. Placido Pozzi, insigne benefattore del Santuario, da adito alla chiesa.

Notevole il quadro della Natività, nella cappella di destra, attribuita al Moncalvo. Interessante è pure l'affresco della Madonna del Pasco, ricavato da un antico pilone e chiuso da una nicchia di vetro, che la tradizione locale fa risalire già prima del 1500.

Si lascia quindi l'ampio piazzale antistante il Santuario e si riprende la via verso settentrione, che tra prati, seminativi e zone amene punteggiate da alberi e casolari ci fa pervenire in poco più di un paio di km in località Garelli, proprio al limite nord del territorio di Villanova, ove sorge la chiesina di San Grato.

Sorta su una primitiva cappella risalente al 1650 è stata ampliata a più riprese. Nel periodo 1950/63 Fu totalmente ricostruita su progetto dell'Ing. Martino Garro.


 

Salendo a Villavecchia

Il nostro itinerario prende il via dalla piazza antistante la chiesa di San Lorenzo e per via Alessandro Orsi prosegue subito in salita, passando accanto all'antico palazzo Patrizio dei conti Orsi, un'ala del quale è sede del Municipio.

Da ammirare all'interno del Municipio le decorazioni del 1830, restaurate nel 1981 dal pittore villanovese Giovanni Somà.

Sempre nel grande corridoio a destra entrando, troviamo una fusione in bronzo raffigurante il territorio comunale, ivi collocata a ricordo della Croce di Guerra al valor militare concessa al Comune per il valido sotegno dato alle forze partigiane negli anni dal 1943 al 1945.

Ancora, in fondo al corridoio vi è il busto dell'insigne commediografo villanovese Federico Garelli, opera eseguita nel 1886 dallo scultore Alessandro Casetti. Caratteristico il chiosco all'interno del palazzo Municipale. Il visitatore che entra dall'ingresso principale può ammirare sulla destra la facciata ottocentesca del palazzo Orsi, con gli archi che a sesto ribassato del piano terra, che continuano anche sul lato dell'ingresso, e quelli a tutto sesto del piano alto.

A sinistra si nota un'ampia scalinata che conduce al piccolo portico sul quale si affaccia l'ingresso secondario del teatro Garelli.

Proseguendo l'itinerario fra case più o meno illustri, disposte ad andamento sinuoso, alcune con i segni tipici di un glorioso passato. Dopo aver superato un muraglione, unico residuo delle mura poderose che circondavano l'antica fortezza di Villavecchia, si giunge sopra un piazzaletto, detto del Rivellino, con a lato la cappelletta di San Rocco.

Da qui lo sguardo del visitatore può spaziare, come da una balconata, su di un panorama delizioso che va dai Monti delle due Frabose, ai dolci declivi di Mondovì fino alle colline delle Langhe.

La strada compie ancora qualche strappo per giungere in fine a piazza Santa Caterina. E' un luogo suggestivo circondato da edifici permeati di storia. Entrando sulla piazza da sinistra verso destra troviamo: la casa che fu sede del Municipio, una stradina che porta a vicolo Santa Caterina, l'antica chiesa di Santa Caterina, la Torre Civica, la chiesa Parrocchiale di Santa Caterina, l'edificio dell'Istituto delle suore missionarie della Passione, una casa antica che ostenta un arco bellissimo a sesto acuto. 


La chiesa di santa Caterina e la sua Piazza

L’edificio più antico che si affaccia sulla piazza è la ex Parrocchiale di Santa Caterina, opera di notevole interesse storico e artistico.

Accanto, commissionata nel 1755 dai confratelli Disciplinati al B. A. Vittone, la chiesa ex-confraternita di Santa Croce, restaurata tra il 1940 e il 1945 su progetto di monsignor Carlo Rulfo e consacrata parrocchiale da monsignor Briacra il 6 ottobre 1945.

A lato della chiesa Parrocchiale un piccolo rialzo ricorda l'esitenza del Castello.

Uscendo dalla piazza, in corrispondenza del punto dove sorgeva la porta Santa Caterina, s'intraprende l'ascesa la Monte Calvario. La stradina, tutta asfaltata, si snoda con ardite svolte attraverso la pineta, fiancheggiando una parte dei 14 piloni della Via Crucis, costruiti al princio del 1800.

Dopo la vasca dell'acquedotto parte a destra un sentiero in salita che fiancheggia i restanti piloni della Via Crucis.

A 200 mt. dalla vetta sulla sinistra inizia la strada che porta al Caporale. In vetta sorge il Santuarietto del SS Crocifisso, rinnovato nel 1825 e recentemente negli anni 1945/64.

Una piccola costruzione eretta accanto alla chiesa e denominata "Ca' d'l eremita" ospitò il celebre fisico monregalese G.B. Beccaria per i suoi studi sulla triangolazione geodetica.

Poco distante, sopra un poggietto ed immersa nei pini, si alza una croce bianca e solenne, eretta nel 1900, opera dell'Ing. Fiorenzo Jemina. Da ogni lato si apre un panorama invidiabile.

 

 

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