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Prodotti tipici

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Ci sono molteplici occasioni per apprezzare i prodotti tipici villanovesi: assaporarli in occasioni delle Fiere, appuntamento per produttori e vero momento di festa per la buona tavola, scoprirli nei negozi o acquistarli direttamente dai produttori per avere a disposizione tutto l'anno una buona scorta di carni, salumi, formaggi e dolci prelibati. Infine, cedere alla tentazione di gustarli nelle locande e nei ristoranti che offrono menù tipici di qualità.

Per presentarli, ecco  una breve panoramica di ciò che offre il territorio.

 

CARNE BOVINA RAZZA PIEMONTESE

Sul territorio comunale la principale attività agricola è l'allevamento di capi bovini sia per la produzione di carne - molto gustosa, magra e dal tasso di colesterolo bassissimo - che di latte. La Piemontese, razza particolarmente muscolosa e caratterizzata dalla "doppia groppa" (o doppia coscia), ha origini antiche e un lungo processo di selezione iniziato a fine '800. Razza da lavoro, da latte e da carne, oggi è al primo posto tra le razze autoctone da carne e al terzo tra quelle allevate in Italia. Il presidio Slow Food riunisce piccole aziende che seguono regole d'allevamento severe e tradizionali.

I migliori modi per gustare la Piemontese: cruda, battuta al coltello, condita con extravergine d'oliva, sale e poco pepe. Come bollito misto con salse della tradizione: tra i bagnet primo tra tutti è quelllo verde a base di prezzemolo, acciughe e aglio.

Il momento di massima valorizzazione degli allevamenti locali è la Fiera Zootecnica della Razza Piemontese che si tiene ogni anno con la Festa Patronale dell'Addolorata, dedicata ai capi "da vita" con il tradizionale pranzo sotto il tendone a base di trippe. La Confraternita dla tripa e dla rustìa di Villanova tutela e promuove le trippe, piatto povero e tradizionale (stomaco del bovino) e le atrettanto tipiche rustìe ("crostoni" declinati in vari modi, dalla tipica "Soma d'aj" a burro e ancioe (acciughe), alla Nutella).

 

CASTAGNA DI CUNEO (IGP - Indicazione Geografica Protetta)

La castagnicoltura nella Granda è pratica antichissima (XII sec.), nel Monregalese risale al '300-'400. Nel '700 le zone di Cuneo e Mondovì rappresentavano il 54% della superficie castagnicola piemontese e la castagna era un elemento essenziale della dieta delle famiglie e uno dei pochi prodotti della montagna commercializzabili. Oggi la castagna è un prodotto importante dell'economia villanovese, con attività che spaziano dalla piccola raccolta e commercializzazione a quelle di respiro internazionale specializzate nella produzione di semilavorati per l'industria (granella, fiocchi, farina, purea...).
Tra le qualità apprezzate, prodotte soprattutto nella zona di Garavagna, spiccano per le loro caratteristiche: Carroni rossi, Gentili, Ciapastre ed in piccole quantità i Marroni. La castagna bianca, una volta essicata e sbucciata, è di ottima qualità per il prodotto secco.


CUPETA

Dolce tipico della zona, talvolta ancora oggi preprato nelle case per il Natale, si trova in vendita in tutte le pasticcerie della zona. E' a base di nocciole e/o noci tostate, cotte nel miele e racchiuse tra due ostie. Un vero concentrato di dolcezza.


FORMAGGI

Il latte prodotto dagli allevamenti bovini viene utilizzato dai caseifici della zona per la preparazione di latte alimentare e per la produzione di formaggi a denominazione d'origine: il BRA nei tipi tenero e duro, la TOMA PIEMONTESE e il RASCHERA prodotto a Villanova in due aziende agricole.
Il Raschera d'Alpeggio (DOP denominazione Origine Protetta) è il formaggio più tipico delle valli. Semigrasso, a pasta compatta di colore avorio, ha un sapore delicato nelle forme più fresche, intenso e tendende al piccante una volta stagionato. La variante d'alpeggio si distingue da quella tradizionale per i sentori di malga ed erbe alpine, è prodotta oltre i 900 mt in 9 località riconosciute di produzione, tra queste: Roccaforte, Frabosa Sottana e Soprana.

Di grande pregio e con produzione in crescita, i formaggi OVICAPRINI sono prodotti dal latte di capra e pecora, puro o in diverse miscelature. I tanti formaggi freschi, d'alpeggio, stagionati, delicati o piccanti, a volte erborinati, anche aromatizzati dalle erbe in cui vengono avvolti, hanno spesso nomi dialettali evocativi. Tra questi: la delicata ricotta di capra e il Caprino (puro o con latte ovino e caccino), da consumare freschissimi con una spolverata di aromi e spezie; il tomino di capra (puro o con piccole quantità di ovino e vaccino) o semiduro (breve stagionatura) e la robiola di pura pecora.
La Sola (di pecora, capra e vacca in quantità variabili o in parti uguali) ha sapore dolce di latte e montagna e prende il nome dalla forma schiacciata come una "suola di scarpa". L'escartun di capra (puro o con vaccino), il cui nome in occitano signica "piccolo gregge", è un prodotto d'alpeggio dal sapore netto che ben si accompagna con frutta e miele.
Il testun (di percora, capra o misto con vaccino) ha stagionatura ottimale di 12-18 mesi che lo rende piccante e di consistenza dura (da cui il nome testun = testa dura). Può essere stagionato in fieno aromatico (menta, timo) con la crosta rivestiva da fili d'erba.

La Fiera di Santa Caterina, a fine novembre, è dedicata all'allevamento e ai prodotti ovicaprini. Protagoniste della manifestazione sono la Pecora Frabosana-Roaschina, le capre Saanen e Camosciate delle Alpi. Il loro latte è ricco di vitamine e calcio, ottimo da bere o come yogurt. Trasformato in formaggio, perde il lattosio grazie alla stagionatura che lo rende alimento ideale per diete e intolleranze alimentari specifiche.


FRUTTI

Tra i prodotti della frutticultura hanno una buona importanza le ciliegie: le amarene vengono utilizzate dall'industria per la produzione di sciroppi e confetture, le griotte e i duroni sono anche venduti per il consumo fresco. Buona anche la produzione di mele, pere e prugne. Da ricordare nella zona di Roracco la coltivazione di vigneti per la produzione e per al vendita di vino Neiretto e Barbera.


FUNGHI

L'estansione boschiva del territorio è una risorsa per la produzione di castagne e per il legname ma anche per i prodotti del sottobosco. Un consistente raccolto di funghi pregiatissimi è destinato ogni anno ai mercati locali e a quelli più grandi cittadini.

 

PASTE DI MELIGA

Le paste di meliga del Monregalese sono biscotti preparati mescolando farina di frumento e mais con uova, burro e zucchero, con l'aggiunta, a piacimento, di miele, scorza di limone, vaniglia.
La loro forma varia a seconda del produttore: restano comunque sempre gialle, profumate e dall’impasto non troppo fine, così che si possa sentire la grana della farina di mais. Presenti pressoché in tutti i bar del territorio, sono perfette a colazione, o a fine pasto, accompagnate con lo zabaione, il vino passito o pucciate, come vuole l’antica tradizione, in un bicchiere del vino locale, il Dolcetto delle Langhe Monregalesi o il Dolcetto di Dogliani.

Il Presidio Slow Food delle Paste di Meliga del Monregalese è nato, dalla fine del 2000, per salvare il prodotto non dall’estinzione ma dalla sua eccessiva produzione con “ingredienti industriali”. Ha raggiunto il completamento della filiera nel 2002 grazie alla coltivazione dell’ormai abbandonato “mais otto file” - per merito di un contadino che lo ha seminato nuovamente - e al riutilizzo della macina a pietra da parte di un mulino operante sul territorio. Oggi gli ingredienti del disciplinare di produzione sono condivisi dagli appartenenti al Presidio Slow Food delle Paste di Meliga del Monregalese e rappresenta uno dei pochi esempi di filiera completa: dal campo, al mulino, al forno per arrivare agli intenditori di prodotti genuini e tradizionali.


RUBATA' (PAT - Prodotto agroalimentare tradizionale)

I grissini tradizionali del Monregalese nascono da sottili striscioline ritagliate nella pasta del pane e fatte rotolare sul piano da lavoro col palmo delle mani. Il nome "rubatà" significa appunto "rotolati". La cottura prolungata del prodotto favorisce l'eliminazione dell'acqua rendendo il grissino leggero e friabile.


SFURZE

L'allevamento suino nella zona alimenta una produzione di salumi e insaccati di notevole qualità. Tra questi spiccano le sfurze, piatto tipico antichissimo. Preparate con carne e fegato di maiale tritato, vengono speziate per formare dei bocconcini avvolti nella retina del maiale. Fritte o in umido si sposano con tutte le verdure. 


VILLANOVESI AL RHUM

Raffinatissime praline a base di cioccolato e rhum i villanovesi sono composti da due cialde di meriga che racchiudono il morbido composto; il tutto è ricoperto di cioccolato fondente. Per quanto nel tempo siano nate diverse varianti (con nocciole, con mandorle, caffé...) la variante originaria al Rhum rimane il prodotto tipico e molto apprezzato.

 

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